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L’AI invisibile: prima e dopo la consapevolezza aziendale

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Prima: l’illusione del controllo

Molte aziende pensano di avere tempo per definire una strategia sull’intelligenza artificiale. Credono di poter scegliere quando e come introdurla, quali strumenti approvare, quali processi trasformare. Nel frattempo, il 31% dei dipendenti britannici usa già l’AI sul lavoro, di nascosto. Non sono dati americani, non sono previsioni: è quanto emerge da uno studio Deloitte nel Regno Unito, e c’è una buona probabilità che la situazione sia identica anche nei vostri uffici.

Il 63% dei lavoratori britannici utilizza strumenti di intelligenza artificiale generativa per attività lavorative. Il 46% usa tool gratuiti, il 17% paga di tasca propria per versioni premium, investendo complessivamente 958 milioni di sterline. Le applicazioni più comuni? Ricerca di informazioni, redazione di email, creazione di riassunti. Attività quotidiane, apparentemente innocue.

Ma dietro questa adozione spontanea si nascondono rischi concreti: perdita di dati sensibili, violazione di proprietà intellettuale, mancato rispetto di requisiti normativi. Il 64% dei dipendenti teme che i manager pensino che l’AI possa sostituirli, e per questo nasconde il proprio utilizzo. Due terzi ritengono che la propria organizzazione manchi di una leadership convincente su come l’intelligenza artificiale dovrebbe essere usata.

Dopo: la trasformazione consapevole

La trasformazione digitale efficace parte da una consapevolezza: non si può gestire ciò che non si conosce. Le aziende che affrontano l’AI con una strategia chiara ottengono vantaggi competitivi sostanziali, gestendo al contempo i rischi.

Servono policy esplicite, formazione adeguata (quasi la metà dei lavoratori non ha ricevuto alcuna formazione formale), obiettivi articolati. Non si tratta di vietare, ma di guidare l’adozione in modo responsabile e sicuro. La sfida non è più convincere le persone a usare l’AI: è soddisfare questa domanda crescente in modo che crei valore duraturo per l’organizzazione e per chi ci lavora.

Chi crede di non avere ancora una policy AI, in realtà ne ha già una. L’hanno scritta i dipendenti, uno per uno, in silenzio.

Fonte: https://www.itpro.com/technology/artificial-intelligence/workers-are-so-keen-on-using-ai-at-work-that-theyre-paying-for-it-themselves