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Eccesso di carta

Filtri. Cosa fa il server e cosa resta a voi

Pubblicato: 6 ore fa

40 anni di soluzioni in ambito digitale per aziende e professionisti.

Sono due frasi che sentiamo spesso, e sembrano opposte.

La prima: “Ma come è possibile che sia arrivata questa mail? Non c’è un filtro?”. La seconda: “Il cliente dice di averci scritto, ma io non ho ricevuto niente”.

Dietro entrambe c’è la stessa cosa: un filtro che deve decidere in una frazione di secondo, senza conoscere le intenzioni di chi scrive. Capire come ragiona aiuta a sapere cosa aspettarsi da lui, e cosa no.

Il filtro non è un cancello: è un punteggio

Un’immagine utile: il filtro non è un buttafuori che lascia entrare o respinge. È più simile a una giuria che assegna voti.

Sulla posta IceWarp, ogni messaggio in arrivo passa da più controlli, ciascuno specializzato in un aspetto. Alcuni esempi tra quelli presenti:

Filtro a regole (SpamAssassin): cerca nel messaggio caratteristiche tipiche della posta indesiderata e assegna punti.

Filtro statistico (bayesiano): impara nel tempo, confrontando i messaggi con quelli già classificati come buoni o cattivi. In pratica, “assomiglia di più a quello che di solito è spam o a quello che di solito è posta vera?”

Greylisting: al primo contatto con un mittente sconosciuto, il server chiede di riprovare tra poco. I server di posta veri riprovano; molti sistemi di invio massivo no.

Liste di mittenti consentiti e bloccati, regole sul contenuto, controllo del mittente falsificato e altri.

Ogni controllo aggiunge o toglie punti, e il punteggio finale ha una scala da 0 a 10. Poi c’è una decisione: sotto una certa soglia la mail arriva, sopra va nello Spam, ancora più in alto viene trattenuta in quarantena o eliminata. Le soglie le sceglie l’amministratore della posta.

Il compromesso che nessun filtro può evitare

Qui sta il punto che spesso sorprende. Esistono due tipi di errore, e correggerne uno peggiora l’altro:

ErroreCosa significaEffetto
Spam che passaUna mail sgradita arriva in casellaFastidio, o rischio se è un phishing
Mail vera bloccataUn cliente o un fornitore finisce nello SpamUn ordine perso, una risposta mancata

Se si abbassano le soglie per fermare più spam, aumenta la probabilità che una mail legittima venga bloccata. Se si alzano per non perdere mai una mail vera, ne passa di più di quelle sgradite.

Non c’è un’impostazione giusta in assoluto. Dipende da cosa conta di più nella vostra attività: uno studio che riceve richieste da clienti sconosciuti, per esempio, non può permettersi di perdere una mail vera; un ufficio che scambia posta quasi solo con contatti noti può essere più severo. È una scelta da fare insieme, non un valore da lasciare al caso.

La quarantena: una via di mezzo

Per i casi dubbi, il server può non decidere subito e trattenere il messaggio in una coda di attesa. Se la quarantena è attiva, per ogni messaggio trattenuto chi legge la posta può scegliere:

Authorize: consegna la mail e inserisce il mittente tra quelli di fiducia, così le prossime non verranno più trattenute

Deliver: consegna solo quella mail, senza fidarsi del mittente in futuro

Blacklist: elimina il messaggio dalla coda

Se non siete sicuri, la scelta prudente è non autorizzare e chiedere. Lato amministrazione si decide anche per quanti giorni tenere i messaggi in attesa e se quelli scaduti vengano consegnati come Spam, oppure eliminati. Esiste anche un meccanismo che chiede al mittente di confermare di essere una persona reale; è una scelta che va valutata con attenzione, perché può rallentare la corrispondenza legittima.

Perché una mail è finita lì? Si può sapere

Una cosa utile da sapere, soprattutto per chi si occupa della posta: il server registra come ha valutato ogni messaggio. Con il livello di dettaglio più alto, il registro mostra il punteggio assegnato da ciascun controllo e, per le mail finite nello Spam o in quarantena, un codice che indica il motivo. Quando un cliente dice “vi ho scritto e non è arrivato niente”, spesso si risolve in pochi minuti guardando lì.

Cosa fa il server, cosa resta a voi

Il server si occupa diA voi resta
Scremare la gran parte dello spam di massaValutare le mail che arrivano e sembrano “vere”
Controllare gli allegati con l’antivirusNon aprire allegati inattesi, anche da mittenti noti
Applicare le regole e le soglie deciseSegnalare ciò che passa (Mark > Move to Junk)
Trattenere i casi dubbi in quarantenaDecidere con prudenza cosa autorizzare
Registrare il motivo di ogni decisioneAvvisare chi gestisce la posta quando qualcosa non torna

Una domanda da portare al vostro fornitore

Quando fate il punto con chi gestisce la vostra posta, può essere utile chiedere:

  • A che soglia vengono messe le mail nello Spam, e perché proprio quella?
  • La quarantena è attiva? Chi la controlla, e ogni quanto?
  • Quando una mail legittima viene bloccata, in quanto tempo si riesce a capire perché?
  • Quali tipi di allegato vengono bloccati, e sono ancora quelli giusti per la vostra attività?

Sono domande semplici, ma le risposte dicono molto su quanto la posta è davvero “su misura” per voi, e non lasciata alle impostazioni di fabbrica.

Volete capire come è impostata la vostra posta oggi? Possiamo guardarla insieme: spesso bastano piccoli aggiustamenti per ridurre le mail sgradite senza rischiare di perdere quelle importanti.